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Il Fiume Po*

Il Po è un fiume dell'Italia settentrionale. La sua lunghezza, 652 km, lo rende il più lungo fiume interamente compreso nel territorio italiano, quello con il bacino più esteso e anche quello con la massima portata alla foce, sia essa minimaHa origine in Piemonte, bagna tre capoluoghi di provincia (nell'ordine Torino, Piacenza,Cremona) e segna per lunghi tratti il confine tra Lombardia e Emilia-Romagna, nonché tra quest'ultima e il Veneto, prima di sfociare nel mare Adriatico in un vasto delta con 6 rami.

Per la maggior parte del suo percorso il Po scorre in territorio pianeggiante, che da esso prende il nome (pianura o valle padana).In ragione della sua posizione geografica, della sua lunghezza, del suo bacino e degli eventi storici, sociali ed economici che intorno ad esso hanno avuto luogo dall'antichità fino ai giorni nostri, il Po è riconosciuto come il più importante corso fluviale italiano.

È il quinto fiume europeo (tolta la Russia) per portata media (dopo Danubio, Reno, Rodano eDnepr).Attraversa con il suo corso gran parte dell'Italia settentrionale, da ovest verso est percorrendo tutta la Pianura Padana.

Sulle sue rive abitano circa 16 milioni di persone e sono concentrate oltre un terzo delle industrie e della produzione agricola italiana, così come oltre la metà del patrimonio zootecnico. Ciò rende il Po e il suo bacino una zona nevralgica per l'intera economia italiana ed una delle aree europee con la più alta concentrazione di popolazione, industrie e attività commerciali.


Affluenti

  • il Ghiandone (da sinistra)

  • il Pellice (da sinistra)

  • il Varaita (da destra)

  • il Maira (da destra)

  • il Meletta (da destra)

  • il Banna (da destra)

  • il Tepice (da destra)

  • il Chisola (da sinistra)

  • il Sangone (da sinistra)

  • la Dora Riparia (da sinistra)

  • la Stura di Lanzo (da sinistra)

  • il rio di Valle Maggiore (da destra)

  • il Malone (da sinistra)

  • l'Orco (da sinistra)

  • il Leona (da destra)


  • la Dora Baltea (da sinistra)

  • la Stura del Monferrato (da destra)

  • la Sesia (da sinistra)

  • il Rotaldo (da destra)

  • il Grana del Monferrato (da destra)

  • il Tanaro (da destra)

  • lo Scrivia (da destra)

  • l'Agogna (da sinistra)

  • il Terdoppio (da sinistra)

  • il Curone (da destra)

  • la Staffora (da destra)

  • il Ticino (da sinistra)

  • il Coppa (da destra)

  • lo Scuropasso (da destra)

  • la Versa (da destra)

  • l'Olona (da sinistra)

  • il Tidone (da destra)

  • il Lambro (da sinistra)

  • la Trebbia (da destra)

  • il Nure (da destra)

  • il Chiavenna (da destra)

  • l'Adda (da sinistra)

  • l'Arda (da destra)

  • il Taro (da destra)

  • la Parma (da destra)

  • l'Enza (da destra)

  • il Crostolo (da destra)

  • l'Oglio (da sinistra)

  • il Mincio (da sinistra)

  • la Secchia (da destra)

  • il Panaro (da destra)


Il nome italiano Po si ottiene dalla contrazione del latino Padus > Pàus > Pàu > Pò. In diverse lingue slave (ceco, slovacco, polacco, sloveno, serbo, croato) ma anche nelle lingue romanze, quali il romeno, spesso si usa ancora chiamare questo fiume Pad o Padus. Parimenti, negli aggettivi di lingua italiana, che solitamente ereditano la vecchia radice latina, esistono ancor oggi le parole paduano, padano, pianura padana, fino a Padania, il cui utilizzo si è maggiormente diffuso a partire dagli anni novanta.

La sua sorgente si trova in Piemonte in provincia di Cuneo sulle Alpi Cozie e precisamente in Località Pian del Re, sotto un grosso masso riportante la scritta che ne indica l'origine e attraversa (dalla sorgente alla foce) 13 province: Cuneo, Torino, Vercelli eAlessandria (regione Piemonte), Pavia, Lodi, Cremona e Mantova (regione Lombardia), Piacenza,Parma, Reggio Emilia e Ferrara (regione Emilia-Romagna) e Rovigo (regione Veneto). Sono 183 i comuni rivieraschi (che toccano le sponde del fiume) appartenenti alle 13 province bagnate dal Po.

Attraversa con il suo corso gran parte dell'Italia settentrionale, da ovest verso est percorrendo tutta la Pianura Padana. Sulle sue rive abitano circa 16 milioni di persone e sono concentrate oltre un terzo delle industrie e della produzione agricola italiana, così come oltre la metà del patrimonio zootecnico. Ciò rende il Po e il suo bacino una zona nevralgica per l'intera economia italiana ed una delle aree europee con la più alta concentrazione di popolazione, industrie e attività commerciali.


Impatti ecologici

Numerose specie ittiche autoctone ed endemiche sono minacciate da diversi fattori. Tra le più importanti vi è la presenza di specie alloctone: tra queste specie alcune (Siluro soprattutto ma anche Aspio, Lucioperca e pesci gatto) sono estremamente dannose in quanto predatori mentre altre (ad esempio Breme, Blicca, Gardon, Rodeo, ecc.) danneggiano la fauna autoctona in quanto competitori. A questi si aggiunge anche il gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii) anch'esso in grado di avere un impatto notevole sulle popolazioni ittiche, l'ambiente e le opere idrauliche. Altre minacce sono l'inquinamento e la costruzione di dighe prive d'impianti di risalita come quella di Casale Monferrato che impediscono alle specie migratrici come lo storione comune, lo storione cobice e la cheppia di poter risalire il fiume per riprodursi.

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